Durante la prima visita analizzo le tue abitudini, i tuoi obiettivi e la composizione corporea tramite anamnesi e bioimpedenzometria BIA Akern. Segue la stesura di un piano alimentare personalizzato e semplice da seguire, che ottimizzeremo insieme nei controlli successivi per garantirti salute e benessere.
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Il primo passo è Volerlo. Il secondo è affidarsi a una guida preparata con un approccio nutrizionale a 360°, dicendo basta alle diete a tentativo. Redigo piani nutrizionali studiati per il tuo benessere specifico. Non contare le calorie e inizia a contare i benefici di una vita più sana e regolare.
Prima visita: effettuo l’anamnesi clinica, fisiologica e patologica e l’ anamnesi alimentare, analizzando la storia del peso, dello stile di vita e dell’eventuale sintomatologia presente. Rilevo le misure antropometriche avvalendomi anche della BIA se necessario. Definisco priorità e obiettivi assieme a te: cosa cambiare subito, cosa monitorare, cosa rimandare.
Da qui nasce il piano nutrizionale personalizzato, con indicazioni pratiche e verificabili. Se necessario, valuto protocolli specifici (es. low FODMAP, chetogenica, vegetariana/vegana) con criteri chiari e controlli programmati.
Il piano che ricevi è fatto per essere applicato, non per restare sulla carta. Un metodo semplice: dati in visita, piano a casa, eventuali modifiche alle visite di controllo.
Gonfiore, alvo irregolare, IBS/IBD (in affiancamento alle cure mediche), gastrite, reflusso, disbiosi, SIBO.
Cosa valutiamo: pattern sintomi-pasti, trigger, regolarità e risposta.
Cosa possiamo proporre (se indicato): low FODMAP con reintroduzione, strategie su timing e composizione dei pasti.
Cosa include:
Ciclo irregolare, PCOS, amenorrea, gravidanza/allattamento, endometriosi, perimenopausa e menopausa, con variazioni di peso e sintomi collegati, candida e cistiti ricorrenti.
Cosa valutiamo: sintomi, routine, eventuali esami, misure e BIA.
Cosa possiamo proporre: impostazione dei pasti, gestione fame/energia, strategie su fibre e proteine, integrazione solo se sensata.
Cosa include:
Supporto nutrizionale nel pre-concepimento, in gravidanza e in allattamento.
Cosa valutiamo: fabbisogni, tolleranza digestiva, abitudini e valori disponibili.
Cosa possiamo proporre (se indicato): piano per nausea/reflusso/stipsi, gestione aumento ponderale, organizzazione pasti.
Cosa include:
Sovrappeso/obesità, insulino-resistenza, colesterolo/trigliceridi, gestione della fame, sdr. Metabolica, ipertensione, steatosi epatica.
Cosa valutiamo: abitudini, misure, BIA e obiettivi concreti.
Cosa possiamo proporre (se indicato): struttura dei pasti, qualità dei grassi, fibre, distribuzione proteica.
Cosa include:
Tiroiditi (Hashimoto), problemi tiroidei, psoriasi, celiachia, dermatite e artrite.
Cosa valutiamo: clinica, terapie, sintomi e regolarità alimentare.
Cosa possiamo proporre (se indicato): piano compatibile con terapie, miglioramento regolarità e scelte più digeribili.
Cosa include:
Intolleranza a nickel, lattosio, istamina; diete vegetariane/vegane, chetogenica, digiuno intermittente e FODMAP e celiachia.
Cosa valutiamo: tolleranza reale e sostenibilità.
Cosa possiamo proporre (se indicato): eliminazioni mirate e reintroduzioni guidate, gestione etichette e pasti fuori.
Cosa include:
Anamnesi clinica e alimentare, storia del peso e stile di vita. Misure + BIA Akern. Definiamo obiettivo e criteri di controllo.
Struttura dei pasti, porzioni, alternative e indicazioni pratiche. Vere indicazioni applicabili: cosa mangiare, come organizzarti, come gestire le situazioni difficili.
Cadenza mensile o bisettimanale in base alle necessità : BIA e misure, revisione sintomi e aderenza. Correzioni e fase di mantenimento quando serve.
Mi occupo di disturbi gastrointestinali e microbiota, metabolismo e fasi della vita (bambini, adulti, anziani, gravidanza, menopausa), oltre a intolleranze e percorsi educativi.
In visita, uso anche la BIA Akern per monitorare la composizione corporea. Se ti serve ordine e metodo, qui lo trovi: valutazione, piano, controlli regolari. Lavoro su sintomi e abitudini reali, con attenzione ai dettagli e ascolto attivo. Se arrivi da un’esperienza negativa con le diete, capiamo cosa non ha funzionato per impostare un piano più chiaro e facile da seguire.
Si parte da anamnesi e sintomi (ciclo, acne, fame, energia, sonno), abitudini reali e, se li hai, esami recenti. In visita facciamo anche misure e BIA Akern per fissare un punto di partenza. Da lì si imposta un piano con priorità chiare e controlli programmati.
L’obiettivo è rendere l’alimentazione stabile e completa, senza estremismi. Valutiamo routine, eventuali disturbi intestinali, fame e gestione dei pasti. Se indicato, si lavora su distribuzione dei nutrienti e abitudini che puoi mantenere nel tempo, con controlli per monitorare come rispondi.
Sì. Il piano serve a guidarti, non a complicarti la vita. In visita si valutano nausee, reflusso, stipsi, fame e orari; poi si costruisce una struttura semplice dei pasti, con alternative. Ai controlli aggiustiamo in base a tolleranza e andamento.
Succede spesso. Per questo non si lavora solo su “mangiare meno”: si rivedono porzioni, qualità dei pasti, proteine/fibre e gestione della fame. Misure e BIA aiutano a capire se sta cambiando massa grassa, massa magra o ritenzione, e a correggere il piano.
Sintomi, terapia in corso e, se disponibili, esami recenti. In visita valutiamo anche abitudini, regolarità dei pasti e intestino (che spesso incide su come ti senti). Il piano viene impostato in modo compatibile con la situazione clinica.
Sì, se lo si fa con criterio. Si lavora su regolarità, qualità degli alimenti, tolleranze e gestione pratica dei pasti. Evitiamo restrizioni inutili: si procede per priorità e si controlla la risposta nel tempo.
Orari, composizione dei pasti, idratazione, sonno e segnali digestivi. Spesso il problema è una somma di abitudini che sembrano piccole, ma ripetute ogni giorno. Dopo la prima visita, si impostano 2–3 cambi mirati e si verifica al controllo cosa sta migliorando.
Non “a prescindere”. Prima si sistema la base: pasti, qualità, regolarità e gestione dei sintomi. Se indicato, si valuta un’integrazione mirata, con motivo chiaro e durata definita, evitando liste infinite.
Si parte da un quadro chiaro: quando compaiono i sintomi, con quali pasti, che ritmo ha l’alvo, che stress e sonno hai. Poi si interviene con modifiche progressive su struttura dei pasti e trigger più probabili. Se indicato, si usa un protocollo specifico con una fase di reintroduzione.
Sì, se serve davvero. Non è “per tutti” e non è per sempre. Si usa per un periodo definito, con monitoraggio dei sintomi e poi reintroduzioni guidate, così capisci cosa ti dà fastidio e cosa invece tolleri.
Di solito no. Spesso contano quantità, orari e combinazioni, oltre ad alcuni trigger tipici. Si imposta un piano più digeribile e realistico, si controlla la risposta, e si aggiusta senza estremismi.
In visita si parte da anamnesi e sintomi: è il pezzo più utile. Se hai test o esami già fatti, li consideriamo. Se indicato, valutiamo insieme se serve un approfondimento.
Prima distinguiamo sintomi, frequenza e contesto. Poi si impostano esclusioni mirate e temporanee, con un criterio di monitoraggio. Se indicato, si fanno reintroduzioni guidate per capire la tolleranza reale ed evitare restrizioni inutili.
Non sempre. Dipende dal quadro e dalla risposta. L’obiettivo è renderti gestibile la vita: capire soglie, quantità, frequenza e alternative, non vivere con una lista di divieti.
Per priorità, una alla volta. Se si cambia tutto insieme, non capisci cosa funziona. Impostiamo pochi interventi mirati e poi allarghiamo o correggiamo in base ai sintomi e ai controlli.
Nel piano trovi alternative pratiche e piani B. Lavoriamo su lettura etichette, scelte al ristorante e gestione delle situazioni comuni, così non diventa un incubo sociale.
Certamente, è un esame utile a leggere la composizione corporea e le variazioni nel tempo (massa grassa/magra/idratazione), non solo il peso.
Sì. Si struttura il piano per coprire bene proteine, ferro, calcio, omega-3 e vitamina B12 (in base al tuo caso). L’obiettivo è un’alimentazione coerente, non mangi solo verdure.
Se indicato, sì. Prima valutiamo storia clinica, obiettivo e sostenibilità. Se li usiamo, definiamo durata, criteri di monitoraggio e fase di uscita.
Sì, cambia solo la modalità. L’anamnesi e la costruzione del piano restano uguali; per misure e BIA si valuta insieme la soluzione più adatta (in studio o con dati disponibili). Anche online ci sono controlli programmati e modifiche.
Si parte da anamnesi e sintomi (ciclo, acne, fame, energia, sonno), abitudini reali e, se li hai, esami recenti. In visita facciamo anche misure e BIA Akern per fissare un punto di partenza. Da lì si imposta un piano con priorità chiare e controlli programmati.
L’obiettivo è rendere l’alimentazione stabile e completa, senza estremismi. Valutiamo routine, eventuali disturbi intestinali, fame e gestione dei pasti. Se indicato, si lavora su distribuzione dei nutrienti e abitudini che puoi mantenere nel tempo, con controlli per monitorare come rispondi.
Sì. Il piano serve a guidarti, non a complicarti la vita. In visita si valutano nausee, reflusso, stipsi, fame e orari; poi si costruisce una struttura semplice dei pasti, con alternative. Ai controlli aggiustiamo in base a tolleranza e andamento.
Succede spesso. Per questo non si lavora solo su “mangiare meno”: si rivedono porzioni, qualità dei pasti, proteine/fibre e gestione della fame. Misure e BIA aiutano a capire se sta cambiando massa grassa, massa magra o ritenzione, e a correggere il piano.
Sintomi, terapia in corso e, se disponibili, esami recenti. In visita valutiamo anche abitudini, regolarità dei pasti e intestino (che spesso incide su come ti senti). Il piano viene impostato in modo compatibile con la situazione clinica.
Sì, se lo si fa con criterio. Si lavora su regolarità, qualità degli alimenti, tolleranze e gestione pratica dei pasti. Evitiamo restrizioni inutili: si procede per priorità e si controlla la risposta nel tempo.
Orari, composizione dei pasti, idratazione, sonno e segnali digestivi. Spesso il problema è una somma di abitudini che sembrano piccole, ma ripetute ogni giorno. Dopo la prima visita, si impostano 2–3 cambi mirati e si verifica al controllo cosa sta migliorando.
Non “a prescindere”. Prima si sistema la base: pasti, qualità, regolarità e gestione dei sintomi. Se indicato, si valuta un’integrazione mirata, con motivo chiaro e durata definita, evitando liste infinite.
Si parte da un quadro chiaro: quando compaiono i sintomi, con quali pasti, che ritmo ha l’alvo, che stress e sonno hai. Poi si interviene con modifiche progressive su struttura dei pasti e trigger più probabili. Se indicato, si usa un protocollo specifico con una fase di reintroduzione.
Sì, se serve davvero. Non è “per tutti” e non è per sempre. Si usa per un periodo definito, con monitoraggio dei sintomi e poi reintroduzioni guidate, così capisci cosa ti dà fastidio e cosa invece tolleri.
Di solito no. Spesso contano quantità, orari e combinazioni, oltre ad alcuni trigger tipici. Si imposta un piano più digeribile e realistico, si controlla la risposta, e si aggiusta senza estremismi.
In visita si parte da anamnesi e sintomi: è il pezzo più utile. Se hai test o esami già fatti, li consideriamo. Se indicato, valutiamo insieme se serve un approfondimento.
Prima distinguiamo sintomi, frequenza e contesto. Poi si impostano esclusioni mirate e temporanee, con un criterio di monitoraggio. Se indicato, si fanno reintroduzioni guidate per capire la tolleranza reale ed evitare restrizioni inutili.
Non sempre. Dipende dal quadro e dalla risposta. L’obiettivo è renderti gestibile la vita: capire soglie, quantità, frequenza e alternative, non vivere con una lista di divieti.
Per priorità, una alla volta. Se si cambia tutto insieme, non capisci cosa funziona. Impostiamo pochi interventi mirati e poi allarghiamo o correggiamo in base ai sintomi e ai controlli.
Nel piano trovi alternative pratiche e piani B. Lavoriamo su lettura etichette, scelte al ristorante e gestione delle situazioni comuni, così non diventa un incubo sociale.
Sì. Si struttura il piano per coprire bene proteine, ferro, calcio, omega-3 e vitamina B12 (in base al tuo caso). L’obiettivo è un’alimentazione coerente, non mangi solo verdure.
Se indicato, sì. Prima valutiamo storia clinica, obiettivo e sostenibilità. Se li usiamo, definiamo durata, criteri di monitoraggio e fase di uscita.
Sì, cambia solo la modalità. L’anamnesi e la costruzione del piano restano uguali; per misure e BIA si valuta insieme la soluzione più adatta (in studio o con dati disponibili). Anche online ci sono controlli programmati e modifiche.